Quest'anno il San Giò Verona Video Festival compie 18 anni, si svolgerà dal 23 al 27 di luglio 2012 a Verona nelle due sedi all'aperto nel Cortile del Tribunale Vecchio e al chiuso nella Chiesa di Santa Maria in Chiavica. Lo scorso anno hanno partecipato 102 film provenienti da 42 nazioni. Quest'anno ci si avvia a superare il record delle nazioni presenti. Le proiezioni del Festival sono gratuite.
il 28 luglio saranno proiettati nel cortile del Centro Fevoss di Santa Toscana le opere vincitrici del concorso.
Fevoss inoltre premierà l'opera che ha espresso meglio la solidarietà.
Il San Giò Video Festival nasce a San Giovanni Lupatoto nel 1995, dopo l'esperienza veronese condotta nel 1994 da Ugo Brusaporco e Fausto Pavesi al Centro Mazziano con "Le arti al Cinema", dal desiderio di incontrare e raccontare le nuove immagini in movimento che stavano conquistando il mondo giovanile, finalmente padrone di una lingua internazionale ancora non codificata ed incodificabile dagli adulti, coinvolgendo in primis un'intera generazione di artisti attratti dalla possibilità di esprimersi con l'immagine digitale.
Caratteristiche della manifestazione sono quelle di raccogliere opere video provenienti da ogni parte del mondo e presentarle gratuitamente al pubblico veronese e ospite di Verona nel corso di cinque serate, insieme al fatto di richiamare a Verona, in Giuria o come ospiti per eventi speciali personalità della cultura cinematografica internazionale. Figure che il Festival coinvolge pienamente anche nella conoscenza del territorio veronese, come dimostra la nascita all'interno della manifestazione del Premio Soave Ways.
Nel corso degli anni, soprattutto con il necessario trasferimento del Festival da San Giovanni Lupatoto a Verona, piazza più adatta a risolvere i problemi di ospitalità e con un pubblico giovane più attento ai nuovi linguaggi, la manifestazione è cresciuta richiamando l'interesse dei media, del pubblico di tutte le età, e soprattutto quello internazionale degli autori e dei produttori di opere digitali.
Il San Giò intende valorizzare un patrimonio espressivo internazionale che ha scarse possibilità di visibilità e insieme valorizzare agli occhi dei media una realtà produttiva veronese spesso nota solo in superficie.
Sicuramente il San Giò non è operazione pesantemente intellettuale ma intelligentemente popolare, come mostrano le immagini delle piazze che il San Giò occupa la sera, con un pubblico straripante, che si sente libero di guardare immagini che scorrono libere raccontando libertà.
Fonte:http://www.fevoss.org/News/Premio-solidarieta---28-luglio-2012